morfologia

SEPTUM è una cosmogonia del corpo indiviso: una performance in cui tre creature quasi mitologiche abitano uno spazio bianco come soglia, limbo e luogo di trasformazione.In scena i corpi interagiscono con una videocamera dal vivo: si avvicinano, si allontanano, deformano la prospettiva, entrano nei frame, li abitano e li sabotano.

L’immagine viene manipolata in tempo reale attraverso glitch, loop e feedback video, generando illusioni, duplicazioni e apparizioni instabili.Il lavoro nasce dal rapporto tra corpo, immagine e movimento: le creature imparano progressivamente a muoversi senza inibizioni, attraversando il caos come possibilità di precisione e libertà.

Bacini, polsi e teste diventano centri di apertura, orientamento e disobbedienza: punti attraverso cui il corpo abbandona le forme apprese e cerca una nuova iconografia dell’umano.

SEPTUM non racconta una storia lineare, ma costruisce un rito visivo e fisico: un portale in cui il corpo viene osservato, moltiplicato, deformato e infine liberato.

Ideazione, coreografia, regia: Pablo Ezequiel Rizzo
Con Riccardo Di Simone, Gabriel Interlando, Giuseppe Zagaria
Dramaturg: Eliana Rotella
Video, dispositivo scenico e manipolazione live: Pablo Ezequiel Rizzo
Produzione: AiEP / Ariella Vidach
Alleati della costruzione: Michele Ifigenia Colturi, Federico Rassu

Progetto vincitore di Anghiari Dance Hub 2024

TECNICA

PLOT

DOSSIER

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